La Tartaruga Rossa, poesia e natura nella parabola di una vita

Arriva nelle nostre sale l'animazione delicata e intensa di una piccola opera d'arte

 

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IN BREVE Cosa: La Tartaruga Rossa, film d'animazione Regia: Michaël Dudok de Wit Dove: nei cinema meritori Quando: dal 27 al 29 marzo 2017 [update: in sala fino al 5 aprile]

 

di Giuseppe Marino

 

tartaruga-rossa-cinema-list01Uno dei film più belli del 2016, La Tartaruga Rossa, arriva finalmente anche nelle nostre sale, per soli tre giorni di proiezione speciale, da lunedì 27 a mercoledì 29 marzo [update: in sala fino al 5 aprile].

Primo lungometraggio animato dell’olandese Michaël Dudok de Wit, ultima coproduzione della Ghibli di Hayao Miyazaki, La tortue rouge - La Tartaruga Rossa è una piccola opera d’arte, dove protagonisti sono le immagini, i suoni, il tempo. La storia di un naufrago che non può lasciare l’isola che gli ha offerto la salvezza, non è una storia di solitudine e sopravvivenza, ma la rappresentazione poetica e naturalistica della parabola di una vita. Un film senza parole, delle quali non si sente neppure per un attimo la mancanza, che esprime malinconia, amore, paura, speranza, attraverso i suoni dell’ambiente e dell’uomo, e le musiche essenziali di Laurent Perez. Una forza visiva sorprendente, che nella base artigianale dei carboncini e gli acquerelli unisce delicatezza e realismo. I momenti onirici, le esplorazioni della natura, gli elementi e i pensieri hanno una consistenza tangibile, sensoriale, che rende ogni quadro parte di una narrazione semplice, come ogni racconto di vita, impossibile da comprendere completamente, messaggio singolare per ogni spettatore.

La Tartaruga Rossa esprime qualcosa che potrebbe essere riassunto in poche righe, e lascia che quelle frasi e parole respirino in immagini che sfiorano la densità del tempo. Il racconto, virtualmente infinito, nella riuscita fusione dei personaggi e degli ambienti, crea e rappresenta un unico essere. Cosa che non significa di certo la scoperta di una perfetta armonia, la certezza delle proprie scelte o l’assenza del dolore, perché non è di questo che siamo fatti, ma regala, nei propri conflitti, errori e paure, la speranza di una possibile ricerca.

Voto: 4,5 su 5

23 marzo 2017
 

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