Il Cinema Ritrovato: da Jean Vigo a Robert Mitchum, oltre 500 film riprendono vita

Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca, indica il percorso del Festival che dal 24 giugno porta Bologna nella settima arte

 

  

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IN BREVE  Cosa: Il Cinema Ritrovato 2017 Dove: Cineteca di Bologna, piazza Maggiore, e altre sale Quando: dal 24 giugno al 2 luglio 2017 Info e costi: festival.ilcinemaritrovato.it

 

 

di Sergio Rotino

 

Nessuna novità per la trentunesima edizione de Il Cinema ritrovato, che accende le sue macchine da proiezione a Bologna dal 24 giugno fino al 2 luglio (qui il programma completo). «La novità è che questo Festival c'è, esiste» afferma in direttore della Cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli.

In effetti trentuno edizioni sono un traguardo lusinghiero, se si pensa che questo Festival è da sempre improntato a divulgare pellicole e autori dimenticati o nascosti, oltre che riproporre recupero e restauro filologico di opere altrimenti a rischio scomparsa. «È un Festival che lavora sul tempo» dice ancora Farinelli. «Tutte le sezioni sono infatti l'esito di un lavoro che dura da molti anni, a volte da decenni». Possiamo interpretare queste parole come un rivolgersi al passato non tanto per conoscere il presente, ma per capirlo meglio. «Il passato era molto più profondo del nostro presente, che lavora solo sulla superficie» afferma il direttore della Cineteca. «Noi invece lavoriamo sulla continuità e sulla profondità».

Profondità che porta in dote agli spettatori di questa edizione del Festival oltre 500 film, pronti a riportare la vitalità e la complessità di quest'arte, dagli albori fino alla fine del Novecento. Le sezioni in cui si articola quest'anno il Cinema ritrovato sono diciannove e c'è solo l'imbarazzo della scelta. Ricordiamo solo alcune fra di esse.

Ad esempio “Jean Vigo ritrovato”, a cura di Bernard Eisenschitz, che porterà a Bologna la versione restaurata de L'AtalanteÈ con questo film che il 24 giugno si apre il Festival. «Ringraziamo la Gaumont che fu l'autrice dei tagli all'opera di Vigo» dice Farinelli «per aver deciso di restaurarla utilizzando tutte le tecnologie digitali così da migliorare quanto già era stato fatto nel lavoro di una ventina di anni fa». Ma L'Atalante è un film che si porta dietro anche un suo percorso storico tutto italiano. Nel trailer del Cinema ritrovato si ritrovano infatti le immagini di questo film sonorizzate con la Because the night cantata da Patti Smith, volute da Enrico Ghezzi per Fuori orario. «Lavoriamo anche a partire dalle intuizioni che altri hanno avuto» dice sempre farinelli. «Ghezzi a fine del Novecento ha ipotizzato un mash up, termine allora quasi sconosciuto, assolutamente geniale». Connubio di immagini e suono che fanno emozionare l'assessore Bruna Gambarelli, la quale si lascia andare al ricordo personale di «come attendessimo tutte le notti quelle immagini. Immagini che vanno al di là del cinema stesso».

Da spuntare sulla lista delle cose da vedere anche quanto proposto in “Robert Mitchum, un attore con due volti”. La retrospettiva copre tre decenni che decretano questo uomo come uno dei migliori attori del mondo. In ognuna delle pellicole proposte si potrà ammirare il Mitchum capace di vestire “l'anima della follia come la cinica eleganza del fallimento” in varie interpretazioni. Si parte dal war movie The story of G.I. Joe, di William Wellmann; si passa per il “noir perfetto” firmato da Jacques Tourner, Out of the past; si approda a River of no return e Blood on the moon, due western firmati rispettivamente da Otto Preminger e Robert Wise; si arriva a Bandito! di Richard Fleischer e a The wonderful country di Robert Parrish. Sei film che delineano alla perfezione corpo e sguardo di Mitchum.

Sempre alla figura di Mitchum si collega un evento collaterale del Cinema Ritrovato: “Omaggio a Robert Mitchum. Bozzetti di Silvano “Nano” Campeggi”. È una piccola mostra di bozzetti realizzati da un maestro della cartellonistica pubblicitaria, ospitata dalla Biblioteca Renzo Renzi in Piazzetta Pasolini 3b, curata da Maurizio Baroni e da Rosaria Gioia, aperta dal 24 giugno al 23 luglio.

«Ho particolarmente apprezzato l'omaggio a Colette» aggiunge l'assessore Gambarelli. «Ho sempre pensato a lei come a una donna libera. Straordinaria, attrice per me incredibile, capace di attraversare i generi, La prima donna a ricevere onorificenze importanti dallo stato francese, nonostante sia stata una donna del tutto anticonformista». A questa “figura monumentale della letteratura francese” è dedicata la sezione “Colette e il cinema” curata da Emilie Cauquy e Mariann Lewinsky. Al suo interno non film con Colette, ma film da Colette. Non solo dai suoi lavori letterari, ma che hanno questa artista nei loro geni per varie ragioni. Basti pensare a Colette come sceneggiatrice di Divine per Max Ophuls o dialoghista nella prima versione per il cinema di Gigì, girata da Jacqueline Audry.

In ultimo ricordiamo “Augusto Genina: un italiano in Europa”, curata da Emiliano Morreale. Forse un regista fra i più dimenticati del nostro cinema. Attivo a inizi Novecento fra Germania e Francia, firmò un film definito “fondamentale” nel passaggio del cinema dal muto al sonoro, quel Prix de beauté che immortala Luoise Brooks. Poi scivolò in strani film di guerra fascisti e, nel dopoguerra, altalenò fra pellicole cattoneorealiste e pruderie.

Ma, torniamo a ripetere, queste sono solo indicazioni. Il cinema ritrovato 2017 offre mille possibilità di aggancio alla meravigliosa vita del cinema. Stesse le sale che lo ospiteranno facendo perno su Lumiere e via Lame (Cinema Arlecchino e Jolly) per raccordarsi con il grande schermo di Piazza Maggiore. Più di tremila accreditati da oltre cinquanta paesi, che arrivano a Bologna «perché sanno che potranno vedere qualcosa di assolutamente unico» dice Farinelli.

Inoltre, novità dentro la non novità del Festival, la sua durata. «Il Festival non finisce più di sabato. Ha un prolungamento nella domenica». Necessario visto che molte persone rimanevano a Bologna ancora un giorno dopo la chiusura del Cinema Ritrovato. «Abbiamo pensato di dare l'opportunità a tutti di vedere e rivedere alcuni dei film passati per gli schermi nelle giornate precendenti». Resta però aperto solo l'Arlecchino, sala dove si svolgerà anche la sezione “Le notti del Cinema ritrovato” che offriranno grandi restauri di film molto popolari. Per esempio Frankenstein junior di Mel Brooks, che chissà quanti hanno mai visto sul grande schermo di un cinema.

Per finire, il catalogo. Se il Cinema Ritrovato è un festival importante, «la cosa più importante di questo festival è il suo catalogo» recita Farinelli. Un catalogo monstre, con le sue 427 pagine. Ma importante, perché contiene molti studi sul cinema totalmente inediti e una bellissima galleria di immagini, che percorre molti strati della storia del cinema. Anche perché, chiosa Farinelli, «il cinema è tante cose, ma soprattutto è immagine».

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23 giugno 2017

 

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