Alex Boschetti: con il noir nel cuore

L'autore presenta a Bologna il suo ultimo romanzo, un noir psicologico, ambientato fra le montagne dell'Alto Adige

 

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IN BREVE  Chi: Alex Boschetti  Cosa: presentazione romanzo "Un interminabile inverno"  Quando: 13 settembre 2017, ore 19  Dove: Osteria Il Rovescio, via Pietralata - Bologna  Immagine: particolare della copertina del libro

 

di Sergio Rotino

 

Settembre, ultimi scampoli d'estate, stagione più delle altre felicemente abbinabile a thriller e noir, soprattutto se di autori italiani.

Per esempio il thriller d'esordio di Diego Di Dio, Fore morra, edito da Time crime. Intrico di vendette e morti ammazzati ambientato a Napoli e dintorni, ma fuori dal giro letterario camorristico, è un romanzo dal buon ritmo, ricco di cliffhanger ben calibrati, che sconta solo l'utilizzo a macchia di leopardo della "sceneggiata" napoletana per comporre alcune parti della sua architettura. Comunque un piccolo pageturner, che non dovrebbe deludere i lettori.

Finito Di Dio, è la volta di Alex Boschetti, con la sua seconda prova sulla lunga distanza, Un interminabile inverno, noir che possiamo a buon diritto definire "psicologico", edito da Edizioni alpha beta Verlag. Il romanzo viene presentato oggi, 13 settembre, alle 19 presso l'osteria Il rovescio di via Pietralata.

Boschetti, bolzanino del Settantasette, ma da tempo residente sotto le due torri di Bologna, lo si conosce molto bene per alcune prove offerte in veste di sceneggiatore di romanzi a fumetti, tutte pubblicate da Becco giallo. Qui, sulla pagina narrata, sorprende nell'imbastire un fitto gioco di intrecci psicologici, di verità sepolte che lentamente, nello sviluppo della storia, verranno alla luce. Al centro della vicenda Albert Kleim, professore universitario di chiara fama oltre che importante opinionista televisivo attivo fra Bologna e New York. A quest'uomo che pare non dover chiedere nulla di più alla vita, di punto in bianco scompare Nicola, il figlio più piccolo.

Da questo inizio, che ricorda lontanamente l'incipit di The captive, film di Atom Egoyan del 2014, Boschetti si muove portando il suo personaggio non solo nella classica spirale fatta di dolore e catastrofe esistenziale, ma a ripercorrere la sua vita in un viaggio a ritroso, in una sorta di necessario recupero di fatti e personaggi, così da permettergli di comprendere i motivi scatenanti dell'evento in cui è stato coinvolto. Kleim entra così in contatto con un mondo parallelo, torbido quanto oscuro con cui dovrà fare i conti.

Parte del romanzo ha come sfondo l'Alto Adige: una terra severa, silenziosa, a tratti chiusa su se stessa. Ma è proprio in questi luoghi che il personaggio principale torna per scontare il suo personale "interminabile inverno", rinsaldando al contempo il filo rosso che lo lega agli amici dell'infanzia. Sono loro che lo aiutano mentre cerca di salvarsi dal baratro della depressione, ed è attraverso di loro che arriva lentamente a scoprire la verità sulla scomparsa del figlio.

Boschetti, ottimo sceneggiatore per quanto riguarda il fumetto, riporta quella stessa abilità nelle quasi trecento pagine del suo Un interminabile inverno, utilizzando capitoli brevi, dove il non detto spesso la fa da padrone. Un non detto che apre a un'altra forma di verità, e che depista con intelligenza il lettore per non fargli intuire il finale, capace di restituire intero l'atroce senso della verità.

Alex Boschetti parlerà del suo noir questa sera alle 19 con Alessandro Berselli, accompagnato nelle letture da un chitarrista d'eccezione qual è Carmelo Pipitone, dei Marta sui tubi.

 

13 settembre 2017
courtesy the David Bowie Archive (c) Victoria and Albert Museum, London.
 

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