Pace tra Vasco e Liga. Ma qual era la guerra?

Parlano i due rocker sui rispettivi profili Facebook. Noi due mai stati contro


IN BREVE

Chi: Vasco Rossi e Luciano Ligabue

Cosa: finta disputa su chi è il migliore

Quando: negli ultimi tre mesi

Dove: su Facebook e sui media

 


Parlano i due rocker sui rispettivi profili Facebook. Noi due mai stati contro


Vasco Rossi

IN BREVE Chi: Vasco Rossi e Luciano Ligabue Cosa: finta disputa su chi è il migliore Quando: negli ultimi tre mesi Dove: su Facebook e sui media

 

di Simone Arminio

 

Vasco o Ligabue: chi sarà il migliore? Sono i molti a chiederselo ultimamente, soprattutto fra i colleghi giornalisti, impegnati da mesi in un testa a testa che ha tutta l’aria di apparire funzionale a qualcosa che non sia la musica. A metterci del suo era stato, qualche mese fa, il buon Vasco, attraverso una serie di esternazioni estemporanee sul suo profilo Facebook. Succo del discorso? Sono più bravo io. E apriti cielo, con bande opposte di fan inferociti a spararsi addosso sui social network, alimentando un fiorire di approfondimenti sulla vicenda. Ma, poi, a chi interessa davvero? Di sicuro non ai due diretti interessati che, dopo mesi di silenzi e mezze frasi estrapolate, finalmente si sono chiariti. Come? Con un botta e risposta su Facebook, ovvio.

A cominciare è stato Vasco, con una nota pubblicata sul suo profilo e corredata da una vecchia foto che vede lui e Liga seduti insieme, a chiacchierare. La goccia che ha fatto traboccare il vaso l’ha versata Chiambretti nel suo show televisivo: “La sfida del secolo” riporta ironicamente Vasco, dopo “Polenta e Tortellini” sarà “Vasco versus Ligabue”. Una gara tra “due puledri di razza, due rocker sanguigni e potenti” in cui non ci sarà possibilità di vittoria da parte di uno o dell’altro. Solo smancerie sciocchezze cattiverie stupidaggini semplicionerie e magari insulti tra le tifoserie. Insomma basta, sbotta il Vate di Zocca, perché così “mi sento derubato di tutti i sacrifici e gli sforzi o l’impegno che ho messo per conquistare a caro prezzo tutto quello che oggi ho raggiunto e non mi è stato regalato”.

Perciò, questo è il succo, nessun confronto, poiché “questo è un argomento serio. E un confronto tra due artisti è una cosa stupida, ipocrita e persino una grave mancanza di rispetto”.Quindi, per amor della precisione, una volta per tutte l’attenzione finisce su Ligabue e quello che il Blasco pensa di lui: “Non esiste alcuna antipatia, odio o rivalità tra me e lui. La nostra è tutta una finta commedia. La grande truffa del rock’n’roll”. E ancora: “Lui è un bravo artista, uno dei migliori della sua generazione. Io faccio parte di un’altra: abbiamo poco in comune se non il linguaggio del rock e l’amore per le chitarre”. La conclusione è qualcosa che, vivaddio, non è finita in pasto ai gossip: “Ci siamo sempre rispettati. E nei momenti importanti lui c’è sempre stato. E io non dimentico”.

È quanto basta per convincere finalmente Ligabue, che fin ora era rimasto silente, a pubblicare una risposta definitiva alle tre domande che – ammette – lo inseguono fin dall’inizio della carriera:  Cosa ne pensi di Vasco? Cosa ne pensi della rivalità tra te e lui? Farete mai un duetto insieme? Le risposte, si sfoga il rocker, sono sempre cadute nel vuoto. Ovvero: “Rispetto Vasco, la sua storia e il suo rapporto con il suo pubblico. Io faccio le gare con me stesso (e son toste, sappiatelo) come credo faccia anche lui. Siamo imparagonabili perché diversi.

Ridurre la musica a una gara vuol dire semplicemente svilirla. Quindi è una rivalità di cui hanno bisogno certi giornali e alcune frange estremiste di fan”. E infine: “Siete voi, con queste solite domande, ad allontanare sempre di più qualsiasi possibilità di duetto fra di noi”. Riguardo al futuro il Liga ipotizza con ironia: “Continueremo il nostro percorso, io il mio e lui il suo. Cercando di garantire il massimo che possiamo io a voi e lui ai suoi. Consapevoli del nostro reciproco rispetto ma decisi a difendere a denti stretti ognuno la propria storia personale”. Quel che basta per far urlare alla pace fatta. Come se una guerra effettiva, e non strumentale, ci fosse davvero stata.

17 gennaio 2012