La stagione 2014 dei Teatri di Vita spalanca lo sguardo sulle inquietudini artistiche del presente

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Programma ricco di proposte a prezzi contenuti. Dal 23 gennaio al 18 maggio 

 

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Chi: Teatri di Vita
Cosa: programma 2014
Quando: fino al 18 maggio 2014
Dove: Teatri di Vita, via Emilia Ponente, 485

di Redazione

 

Ripartita ieri 23 gennaio, con l’anteprima nazionale “Histoire de F”, la ricca stagione di Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485), il più innovativo dei teatri della città felsinea che spalanca lo sguardo sulle inquietudini artistiche del presente.

Programma ricco di proposte a prezzi contenuti. Dal 23 gennaio al 18 maggio 

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IN BREVE  Chi: Teatri di Vita Cosa: programma 2014 Quando: fino al 18 maggio 2014 Dove: Teatri di Vita, via Emilia Ponente, 485 Info: sito di Teatri di Vita

 

di Redazione

 

Ripartita ieri 23 gennaio, con l’anteprima nazionale “Histoire de F”, la ricca stagione di Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485), il più innovativo dei teatri della città felsinea che spalanca lo sguardo sulle inquietudini artistiche del presente.
Sono 10 gli appuntamenti di teatro e danza, che attraversando generi, stili, linguaggi, suggestioni, si alterneranno dal 23 gennaio al 18 maggio. Una panoramica ricca e in parte inedita sullo spettacolo contemporaneo e un invito al pubblico per unire divertimento e riflessione, anche grazie al basso prezzo dei biglietti (abbonamento complessivo a 49 euro).

Il primo spettacolo, in programma da ieri al 26 gennaio (con repliche anche dal 30 gennaio al 2 febbraio), è Histoire de “F” (come Faust e Margherita divennero una sola anima corrotta) con Francesca Mazza per la regia di Pietro Babina, apprezzato regista bolognese che da oltre ventanni si dedica al confronto fra drammaturgie e nuove tecnologie. Un viaggio visionario dentro il mito di Faust e Margherita per parlare di corruzione e libertà.

Il forte legame con il territorio, una delle linee guida di questa seconda parte della stagione, si ritrova anche in Biglietti da camere separate (dall’11 al 16 febbraio) l’omaggio di Andrea Adriatico all’enfante terrible della letteratura italiana degli anni ’80 Pier Vittorio Tondelli. Il regista propone una sua personale drammaturgia (“uno sguardo”) traendo spunto dal romanzo “Camere separate”: la storia di Leo, scrittore omosessuale che deve fare i conti con la morte del giovane compagno. L’anima più intima dello scrittore si confronta con due grandi temi: l’amore e la morte.

Il secondo filo conduttore della programmazione è quello legato alla scoperta di quelle realtà artistiche che se pur consolidate non trovano sempre spazio nelle stagioni più “tradizionali”. Una di queste è Sacchi di Sabbia, compagnia tosco-napoletana da anni dedita alla reinvenzione della scena popolare contemporanea, che accosta nella stessa serata due opere agli antipodi ma unite dallo stesso spirito evocativo: Abram e Isac e L’invasione degli ultracorpi (7-9 marzo).

Grande attenzione viene rivolta anche quest’anno alle esperienze artistiche giovani, come quella di nO (Dance first. Think Later), gruppo rivelazione dell’ultima edizione del Premio Scenario, il cui spettacolo di debutto Treno fermo a-Katzelmacher (un Fassbinder riletto attraverso una movimentata sceneggiata postmoderna) viene presentato nell’ambito di Interscenario, la rassegna trasversale realizzata con La Soffitta e l’Itc Teatro, in programma il 22 maggio. O come la seconda produzione di Matteo Latino (T/S Teatrostalla) che in “Bambi says fuck” (15 e 16 marzo) incentra la sua ricerca espressiva sul tema del contagio e della malattia. Spazio all’espressione corporea e ad una nuova idea di Sud nello spettacolo Anticorpi della Compagnia Zappalà Danza, formazione di eccellenza della danza contemporanea.

Un teatro vicino all’attualità e che delle sue problematiche si fa portavoce è quello di Archivio Zeta, che in Nemico del popolo (4-6 aprile) attraverso la rilettura di Ibsen coinvolge gli spettatori in una profonda riflessione sulle responsabilità etica e politica rispetto all’ambiente. Sguardo al presente ma anche attenzione al passato. Eva, prodotto da Teatri i, vede il ritorno sul palco di Teatri di Vita, dopo dieci anni, dell’attrice Federica Fracassi (premio Ubu 2010) nelle vesti di una Eva Braun poetica e visionaria.

E infine, la “personale” di un autore e regista (ma anche docente e critico teatrale), Giuseppe Liotta, che da alcuni decenni ha sviluppato un proprio percorso artistico con la compagnia Trame Perdute, fra testualità e teatro d’attore: a lui è dedicata una settimana con due spettacoli che fanno luce su due donne apparentemente così distanti eppure simili nella loro apparente fragilità: in prima nazionale “Maria Pascoli. Una storia segreta” (13-15maggio) e “Marilyn. 5 agosto” (16 e 17 maggio).

 

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24 gennaio 2014