C’era questo, c’era quello. Biografilm 2017, una edizione da ricordare

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Il film con Iggy Pop, To stay alive: a method, vincitore concreto e morale del festival

 

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Cosa: Il punto finale sull’edizione 2017 del Biografilm e sui premiati


di Sergio Rotino

 

L’edizione del Biografilm festival targata 2017 è una edizione da ricordare. Per i film, innanzitutto, ma anche perché è stata quella in cui si sono visti più ospiti nazionali e internazionali “di chiara fama”. C’era quasi l’imbarazzo della scelta.

Il film con Iggy Pop, To stay alive: a method, vincitore concreto e morale del festival

 

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IN BREVE Cosa: Il punto finale sull’edizione 2017 del Biografilm e sui premiati

 

di Sergio Rotino

 

L’edizione del Biografilm festival targata 2017 è una edizione da ricordare. Per i film, innanzitutto, ma anche perché è stata quella in cui si sono visti più ospiti nazionali e internazionali “di chiara fama”. C’era quasi l’imbarazzo della scelta. Ci si è trovati faccia a faccia o quasi, giorno dopo giorno, con Peter Greenaway, Claudia Cardinale, Pierce Brosnan, Francis Ford Coppola e poi via enumerando. È stato anche l’anno in cui pezzi da novanta dello stardom cinematografico, quali appunto Brosnan e Coppola, accompagnavano le rispettive consorti presenti in qualità di registe, facendo da ghiotta, poco ingombrante, appendice.

Attraverso la loro presenza abbiamo potuto conoscere il documentario di denuncia firmato Keely Shaye Brosnan, Poisoning paradise, sul come le Hawaii siano diventate un falso paradiso naturalistico perché dominate dalle grandi corporation che vi sperimentano in maniera sfacciata pesticidi e cereali geneticamente modificati. Abbiamo anche potuto ammirare la mano registica di Eleanor Coppola, che con Paris can wait firma una commedia sofisticata, dove la sceneggiatura e la macchina da presa corrono sul pericoloso crinale che divide la leggerezza dalla cartolina, riuscendo a trasformare in oro i silenzi, gli sguardi, le occorrenze narrative della sceneggiatura e a donarci una Diane Lane che veste superbamente un ruolo giocato sulla sottrazione.

Quello che non abbiamo potuto fare è stato seguire tutto. Sarebbe stato bello, anche se resta impossibile. Abbiamo comunque constatato come la qualità media delle proposte nelle varie sezioni sia diventata alta, e non è un gioco di parole. Certo, il direttore Andrea Romeo ha dovuto ammettere che per questa edizione i film brutti sono stati non tre, come al solito, ma ben cinque. Pazienza, ce ne faremo una ragione. Più complesso è ammettere come un festival quale il Biografilm, con un respiro sempre più internazionale per proposte e presenze, non possa sostenere 108 film.
«Il limite fisiologico per un qualsivoglia festival, l’altezza massima per l’asticella, si ferma a novanta» ha affermato. «Oltre diventa faticoso, quasi ingestibile» sia nella possibilità dello spettatore di vedere buona parte di quanto proposto, sia come organizzazione. Parole che porteranno a ragionare su una maggior selezione quantitativa e qualitativa per le prossime edizioni.

Ma Biografilm 2017 è stata una edizione eccezionale. A molte pellicole non si poteva dir di no, ha confessato Romeo, per vari motivi, non ultimo il rientro di immagine e di comunicazione che avrebbero portato. Basti pensare solo a Brosnan, che ha inaugurato le lezioni Masterclass, e a Coppola, per citare nomi già citati. Lo stesso Coppola probabilmente non sarebbe stato «generosissimo con i ragazzi della Biografilm school»come racconta Romeo, se non ci fosse stata questa occasione di accompagnare la moglie regista, più qualche evento fortuito a produrla. Resta però la sua ampia disponibilità a dialogare di cinema con i ragazzi «per tre ore e passa, quasi due in più rispetto al preventivato». E tutto questo senza dimenticare presenze come la giovane Soko, attrice per La danseuse e dj al Biografilm park, o Claudia Cardinale, o ancora Piera Degli Esposti, Sabina Guzzanti, Peter Greenaway. Questi ultimi tre ospiti, hanno avuto ognuno una retrospettiva dedicata e sono stati ospiti di alcuni incontri col pubblico.

Un anno in cui si sono affinati i pro di una manifestazione che punta, per l’edizione numero quattordici, a estendersi fin nel cuore di Bologna. Infatti oltre alle due sale del Lumiere, oltre ai cinema Europa, Arlecchino e Jolly, sia aggiungeranno gli schermi del Medica e quelli del Modernissimo, in pieno centro. E per quanto riguarda il Crescentone? Viste le concessioni di quest’anno a manifestazioni meno cinematografiche vi sono buone possibilità di avere il passaggio di qualche documentario biografico proprio lì, sotto le stelle. Romeo su questo si sbottona il giusto, è possibilista, rimanda a un prossimo futuro con laconici “vedremo” ma una faccia soddisfatta.
Non solo per questo. Anche per l’affluenza di pubblico, per il sold out delle tessere Follower, che danno una maggiore tranquillità al lavoro dello staff più che a livello economico sul versante della fiducia e dell’ascolto. Insomma, un pubblico che vuole sentirsi raccontare “le storie degli altri” esiste e si è non solo consolidato nel corso di queste tredici edizioni, ma ampliato. Offrendo per altro bellissimi prodotti.

Per esempio Cinema grattacielo, menzione speciale per il Life tales award. Un racconto visionario, quello di Marco Bertozzi, incentrato sull’unico monolite di vetro e cemento ospitato nella città di Rimini. Raffaele Passerini con Il principe di Ostia Bronx, ha invece lavorato sulla commistione di trash e grottesco, conquistando praticamente tutti. A tal punto da risultare la pellicola più premiata dal pubblico. Non solo. Si è meritato anche il Life tales award come “più travolgente racconto biografico del concorso Biografilm Italia” perché “racconta una storia d’amore ai margini di due personaggi che ricercano la felicità, andando oltre gli stereotipi, creando empatia con lo spettatore e regalando uno sguardo appassionato sul contemporaneo” come hanno scritto i giurati.

Ancora due titoli da segnalare in ordine sparso (in realtà sarebbero decine). Partiamo con Fame, di Giacomo Abbruzzese e Angelo Milano, titolo declinabile senza commettere errori anche in inglese (in replica il 21 giugno alle 17, cinema Jolly), premio del pubblico al miglior film di Biografilm Art. L’altro è il lunghissimo (114 minuti) eppure mai noioso omaggio a un grande chitarrista jazz che la regista Emma Franz firma con Bill Frisell, a portrait. Quest’ultimo si dovrebbe poter apprezzare nuovamente in luglio, proprio a Bologna, con annesso concerto dal vivo.

Chiudiamo citando il vincitore, a nostro avviso concreto e morale, del Concorso internazionale come miglior film (Best film Unipol award) di questo Biografilm. Firmato dal terzetto olandese Arno Hagers, Erik Lieshout, Reinier van Brummelen, To stay alive: a method, è un film per cui si può spendere senza remore il termine “imperdibile”. Da non disertare perciò l’ultima replica festivaliera – domani alle 19, Cinema Jolly. Inoltre sentire la voce di Iggy Pop mentre recita, vale di per sé il prezzo del biglietto.
Per tutto il resto, ci vediamo al prossimo Biografilm, dall’8 al 18 giugno: 2018, s’intende.

20 giugno 2017