Il meglio del febbraio della Cineteca di Bologna

Dagli Oscar alle avanguardie sovietiche, da Guadagnino a Medvedkin, un mese di grande cinema

IN BREVE Cosa: selezione degli appuntamenti di febbraio 2018 in Cineteca Dove: Cineteca Cinema Lumière, via Azzo Gardino 65, Bologna Info: http://www.cinetecadibologna.it/

Il febbraio della Cineteca ha una programmazione varia e ricca di spunti, ispirata dai titoli di punta dei prossimi Oscar, da Arte Fiera e altre suggestioni. Apriamo le nostre indicazioni con Chiamami col Tuo Nome, il film di Luca Guadagnino approdato finalmente anche alle sale italiane e candidato a quattro statuette dell’Academy, fra cui miglior film e, per Timothée Chalamet, migliore attore protagonista. Il film nasce da una sceneggiatura non originale di James Ivory (anche questa in gara), adattamento del romanzo omonimo di André Aciman. Nell’estate del 1983, “da qualche parte nel nord Italia”, Guadagnino tesse l’incontro fra il diciassettenne Elio e il ventiquattrenne Oliver, studente e ospite del padre di Elio nella sua assolata villa secentesca. Con ricordi di Bertolucci e l’eleganza dello stesso Ivory, Guadagnino costruisce un racconto sentimentale che unisce attrazione fisica e intellettuale, mostra la scoperta di sé e dell’altro ricercando rapporti e sentimenti che, con differente registro, non sono lontani dai lavori del taiwanese Tsai Ming-liang (in particolare I don’t want to sleep alone e il Leone d’oro Vive l’amour). Un cinema che trova la sua modernità in un’intensità classica, una voce originale che si sta affermando come una delle più rappresentative per il nostro Paese. Chiamami col tuo nome – Call me by your name sarà in programmazione al Cinema Lumière (almeno) fino a martedì 7 febbraio.

Ancora in area Oscar, con ben tredici nomination, arriva il 13 febbraio La Forma dell’Acquadi Guillermo Del Toro, con una rielaborazione del mostro della laguna nera che vira radicalmente verso il sentimentale. A Del Toro è dedicata anche un’ampia retrospettiva, che dal 13 al 25 febbraio propone tutta la sua filmografia, capace di rivisitare esteticamente e contenutisticamente i territori del fantastico, e integra la proposta con titoli del calibro de L’Arcano Incantatore di Pupi Avati (14 febbraio alle 20.30), Il Processo di Orson Welles (17 febbraio alle 20.00), I Diabolici di Clouzot (21 febbraio alle 22.00 e il 23 alle 18.00) e Viridiana di Buñuel (sabato 24 alle 22.30 e domenica 25 alle 18.00).

Ad aggiudicarsi, con ogni probabilità, il riconoscimento per il miglior film d’animazione, sarà invece Coco, sicuramente la produzione Pixar più ispirata degli ultimi tempi. Affronta un tema complesso come quello della perdita, intraprendendo un viaggio in un coloratissimo mondo ispirato all’iconografia del Dìa de Los Muertos, ricordando in principio la libertà inventiva de La Città Incantata di Miyazaki, e sviluppandosi poi in un racconto dalla struttura più canonica, illuminata da momenti riusciti e poetici. In sala il 10 e l’11 febbraio alle 16.00. In zona bambinesca, segnaliamo anche Il Gruffalò / Gruffalò e la sua piccolina, riuscita trasposizione animata dei celebri libri di Julia Donaldson, in programmazione per Schermi e Lavagne il 4 febbraio alle 16.00.

Altre due rassegne da tenere d’occhio. La prima è Art City Cinema, che fino al 12 febbraio offre diverse sovrapposizioni fra arte e cinema, fra gli altri, con Bill Viola: The Road To St. Paul’s (2 e 4 febbraio), l’ultimo film di Kiarostami, presentato postumo a Cannes, 24 Frames (3 febbraio alle 22.00), e un altro dei capolavori di Buñuel, L’Angelo Sterminatore (10 febbraio alle 22.00). La seconda rassegna è quella dedicata alle avanguardie sovietiche, in programma ancora fino al 16 febbraio, con Un Caso Semplice di Pudovkin e la chicca La Felicità di Aleksandr Medvedkin, amatissimo e omaggiatissimo da Chris Marker, che ne L’ultimo Bolscevico ricostruisce “la tragedia di un comunista puro nel Paese dei comunisti che fanno finta di essere comunisti”.

Un’ultima segnalazione, non senza una punta di malinconia, va alla rarissima occasione di vedere l’ultima opera di Takeshi Kitano, che con Outrage Coda chiude una trilogia lontana dalla fortuna del suo periodo d’oro, ma ancora opera di uno dei più grandi registi contemporanei. L’unico appuntamento è per giovedì 15 febbraio alle 22.30.

Buone visioni.

2 febbraio 2018