‘I ragazzi del ’77’ sono tornati. Gli scatti in un libro

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Dalla memoria alla carta, passando per il web: la rivoluzione bolognese di E. Scuro

  

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Chi: Enrico Scuro
Cosa: Presentazione del libro fotografico “I ragazzi del ’77”
Quando: venerdì 10 febbraio 2012
Dove: Modo Info Shop
Costo della mostra: gratis
Info: 051 5871012

Correva l’anno 1977 e quei carri armati in piazza Verdi non erano dei nazisti, nossignore, ma dell’Esercito Italiano guidato dal ministro Cossiga. Anzi: Kossiga, come si diceva allora. Quante volte vi sarà capitato di sentire parlare del 1977? Molte. Cosa ne sapete di cosa successe davvero in quegli anni? …

Dalla memoria alla carta, passando per il web: la rivoluzione bolognese di E. Scuro


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IN BREVE Chi: Enrico Scuro Cosa: Presentazione del libro fotografico “I ragazzi del ’77” Quando: venerdì 10 febbraio 2012 Dove: Modo Info Shop Costo della mostra: gratis Info: 051 5871012

di Simone Arminio

  

Correva l’anno 1977 e quei carri armati in piazza Verdi non erano dei nazisti, nossignore, ma dell’Esercito Italiano guidato dal ministro Cossiga. Anzi: Kossiga, come si diceva allora. Quante volte vi sarà capitato di sentire parlare del 1977? Molte. Cosa ne sapete di cosa successe davvero in quegli anni? Poco. Da oggi un po’ di chiarezza arriva dal documento numero uno: le immagini. Raccolte da un protagonista dell’epoca, il fotografo Enrico Scuro e diventate un libro fotografico, che l’autore presenterà domani, venerdì 10 febbraio, alla libreria Modo Info Shop di via Mascarella, 24/b, alla presenza di Marzia Bisognin e degli editori Maurizio Marinelli e Oderso Rubini. Il libro ha un nome: “I ragazzi del’77” (Baskerville Libri, 544 pagine, 45 euro) e una storia molto particolare.

Perché, una volta ancora, tutto è nato per caso, su Facebook. Quando improvvisamente Enrico Scuro ha deciso di condividere con i suoi amici una serie di scatti dell’epoca degli scontri. Apriti cielo. I protagonisti di quegli anni così intensi, drammatici e importanti per la storia di questa città sono usciti piano allo scoperto, postando altre foto, commentando, ricordando. Il risultato è un album corposo che dalla sua ha il fascino della storia e la perizia documentaristica di uno scatto, anzi molti. 1200 fotografie, in bianco e nero e a colori, che testimoniano i giorni di marzo 1977, l’anno e il mese in cui il futuro incominciò, con tutto quello che ciò comporta.

L’appuntamento con la storia di Bologna che nessuno vi ha ancora raccontato è da Modo Infoshop, ore 19, ingresso libero (of course), per la presentazione di “I ragazzi del ’77“, accompagnata da un’installazione sonora appositamente realizzata da Il Pescerosso.

L’AUTORE E IL CONTESTO

77bologna-list01Enrico Scuro è tarantino di nascita e bolognese d’adozione. Studente del Dams negli anni degli scontri, ha lavorato come fotografo freelance, poi in tv e nel ramo dell’informatica. Le sue opere e la sua storia le trovate sul sito personale: www.enricoscuro.it Ma cosa successe, nel ’77 a Bologna? Libri a parte (ma non sono moltissimi), qualcosa la intuimmo a spizzichi e bocconi al cinema, in un film culto come “Paz“, pellicola di Renato De Maria sulla vita del fumettista Andrea Pazienza, ambientato a Bologna, proprio in quegli anni. Una esatta ricostruzione degli scontri (in un contesto filmico che, di suo, è banaluccio) si ha pure nel film “Lavorare con lentezza“, che racconta la storia di Radio Alice, la prima radio “davvero libera”, sorta a Bologna in via del Pratello.

E cos’è stato il ’77? L’inizio del futuro, recita il titolo di un libro. Oppure un nuovo ’68, sebbene molto più italiano e se volete anche più violento. Perché gli anni erano quelli di piombo e ahinoi dal piombo anche a Bologna, l’11 marzo 1977 è cominciato il tutto. Ci fu un’assemblea degli studenti cattolici di Comunione e Liberazione. Ci fu un’irruzione degli studenti autonomi e degli attivisti di sinistra. Ne nacque un tafferuglio, il rettorato chiamò le forze dell’ordine che arrivarono con le armi in pugno.

La protesta intanto uscì dall’aula e si irradiò in piazza Verdi e in tutta la zona universitaria. Furono tanti gli scontri a fuoco con la polizia, scoppiati in tutta la città e scanditi da molotov e dalle cariche contro i manifestanti. La mappa delle strade calde segnala via Mascarella, dove oggi, a ridosso dell’incrocio in via Irnerio, ancora un vetro protegge i fori di proiettile cerchiati dal gessetto bianco della scientifica. Già perché in via Mascarella ci scappò anche il morto, lo studente Francesco Lorusso, militante di lotta continua rimasto a terra da una raffica sparata dal carabiniere Massimo Tramontani. Da allora successero cose che la pax bolognese di oggi non ci rende immaginabili: le barricate di sampietrini in piazza Verdi, le bombe, le armi rubate da una vicina armeria e i carri armati dell’esercito avanzare compatti lungo via Zamboni (vedi foto).

In positivo, il ’77 fu anche l’anno dei concerti degli Skiantos, dei Gaznevada e di tutte quelle anime creative che si radunarono attorno al movimento. Una fra tutte, quella di Radio Alice, la prima “radio davvero libera”, perché trasmetteva in diretta, e senza censura, anche le telefonate (molte di insulti) ricevute negli studi occupati di via del Pratello, 41. A Radio Alice, raccontano i protagonisti (Franco Berardi “Bifo”, Filippo Scòzzari, Maurizio torrealta, Giancarlo Vitali e molti altri), tutto meritava di essere trasmesso: poesie, lezioni di yoga, analisi politiche, dichiarazioni d’amore, liste della spesa, favole della buonanotte e ovviamente la buona musica. Che andava dagli Area a Beethoven senza battere ciglio alcuno. E poi? E poi, e poi. Il senso di tutto quello che andrebbe detto sul ’77 va ben oltre i limiti di questo articolo. Buon inizio per capire sarebbe, intanto, essere presenti domani, venerdì 10 febbraio, da Modo Info Shop per la presentazione del libro di Enrico Scuro. Il resto verrà dalla curiosità di ognuno di noi.

1 febbraio 2012