Sul concetto di volto nel Figlio di Dio

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La Socìetas Raffaello Sanzio al Teatro Testoni

 

 

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Chi: Socìetas Raffaello Sanzio
Cosa: Sul concetto di volto nel Figlio di Dio
Ideazione e regia: Romeo Castellucci
Musica originale: Scott Gibbons
Quando: venerdì 17 e sabato 18 febbraio, ore 21
Dove: Teatro Comunale Testoni, P.zza del Popolo 1, Casalecchio di Reno
Info: 051 573040

Accompagnato e anticipato da un’ampia letteratura fatta d’indignazione medievale e aspirazioni censorie, arriva sulla scena del Teatro Comunale Testoni di Casalecchio di Reno “Sul concetto di volto nel Figlio di Dio”, di Romeo Castellucci …

La Socìetas Raffaello Sanzio al Teatro Testoni


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IN BREVE Chi: Socìetas Raffaello Sanzio Cosa: Sul concetto di volto nel Figlio di Dio Ideazione e regia: Romeo Castellucci Musica originale: Scott Gibbons Quandovenerdì 17 e sabato 18 febbraio, ore 21 DoveTeatro Comunale Testoni, P.zza del Popolo 1, Casalecchio di Reno Info: 051 573040

 

 

di Giuseppe Marino

 

 

Accompagnato e anticipato da un’ampia letteratura fatta d’indignazione medievale e aspirazioni censorie, arriva sulla scena del Teatro Comunale Testoni di Casalecchio di RenoSul concetto di volto nel Figlio di Dio”, di Romeo Castellucci. Fondatore nel 1981 assieme a Claudia Castellucci, Chiara Guidi e Paolo Guidi, della compagnia Socìetas Raffaello Sanzio, fucina di spettacoli sperimentali d’importanza internazionale.

In scena un salotto bianco, lo sfondo dominato dalla gigantografia del Salvator Mundi di Antonello da Messina, che “guarda lo spettatore”, i protagonisti un uomo e il suo anziano padre. Le cure del corpo del padre affrontano il suo declino fisico e psichico, la pulizia dalle sue feci, trovano i limiti del quarto comandamento, Onora il padre e la madre. Le parole dell’autore: “un figlio, nonostante tutto, si prende cura del proprio padre, della sua incontinenza, del suo crollo fisico e morale. Crede, senza conoscerlo, in questo comandamento. Fino in fondo. Fino in fondo il figlio sopporta quella che sembra essere l’unica eredità del proprio padre. Le sue feci. E così come il padre anche il figlio sembra svuotarsi del proprio essere”.

Lo spettacolo, costruito come un pianosequenza, è attraversato da un flusso di segni potenti, veicolanti un significato contrario alla loro funzione comune; è laceramento dell’immagine; e perdita della bellezza; “questo spettacolo non è esatto, questo spettacolo è merda d’artista”.

Il chiasso tutt’attorno, invece, non è possibile oggetto di altrettanti piani d’interpretazione: il significato univoco delle critiche scandalizzate ha semmai la particolarità di riportare all’orecchio parole come “blasfemia” e “sacrilegio”, pronunciate per ultimo dal cardinale Carlo Caffarra. Lo spettacolo parallelo è vivace e vanta apparizioni a Parigi e Milano, ad opera di gruppi oltranzisti cattolici, manifestanti vicini all’estrema destra e lanciatori professionisti di uova.

Link utili: raffaellosanzio teatrocasalecchio

17 febbraio 2012