Italia-Spagna in piazza Maggiore: e maxischermo fu

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Domenica il Cinema ritrovato presterà il maxischermo alla Nazionale per la finale

europei-piazza-maggiore-list01Chi: nazionale di calcio
Cosa: Italia-Spagna, finale Europei 2012
Quando: domenica 1 luglio 2012, 0re 20:45
Dove: Piazza Maggiore, Bologna

Tentenno, resisto e alla fine mi piego. Anche Bologna ha finalmente vinto il suo maxischermo in piazza Maggiore per la finale degli europei didomenica 1 luglio, ore 20:45. Dopo tanti dubbi e tentennamenti l’accordo è stato finalmente raggiunto tra l’assessore alla Cultura Alberto Ronchi …

Domenica il Cinema ritrovato presterà il maxischermo alla Nazionale

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IN BREVE  Chi: nazionale di calcio Cosa: Italia-Spagna, finale Europei 2012 Quando: domenica 1 luglio 2012, 0re 20:45 Dove: Piazza Maggiore, Bologna


di Simone Arminio

Tentenno, resisto e alla fine mi piego. Anche Bologna ha finalmente vinto il suo maxischermo in piazza Maggiore per la finale degli europei di domenica 1 luglio. Dopo tanti dubbi l’accordo è stato finalmente raggiunto tra l’assessore alla Cultura Alberto Ronchi e il direttore della Cineteca Gianluca Farinelli: alle 20:45 il maxischermo del Cinema Ritrovato si abbasserà a mostrare Italia-Spagna.

I dubbi, a dire il vero, più che etici o di purismo cinefilo, riguardavano pare un banale problema di luce: “Una parte del primo tempo si vedrà male”, ha chiarito l’assessore. Senza contare però che, nonostante la luce in questo periodo dell’anno non cali del tutto prima delle nove e mezza, migliaia di bolognesi nei giorni scorsi hanno scelto i maxischermi di via Filippo Re e di piazza Verdi o del vicolo Bolognetti per seguire le partite dell’Italia.

E il motivo, di per sé, dovrebbe convincere anche i più scettici sulla bontà dell’iniziativa: questo calcio in azzurro, si sa, più di qualsiasi altra cosa unisce e crea solidarietà sociale. Perché avvicina i non tifosi al calcio, e proprio per questo stempera – si spera – l’ultras inducendolo a un comportamento più civile. La nazionale, triste e arcinota verità, è l’unico momento in cui l’italiano canta il suo inno. E se non sarà un gol a renderci più rispettosi della città, il dubbio è che perdere anche questa briciola di unità fra cittadini di estrazione, sesso ed età diversa, di sicuro non faccia bene.

Il calcio moderno ci ha subdolamente spinti alla scommessa, alla pay-tv da divano, all’orsismo del “me ne sto comodamente a casa”. Eppure lo sport, nell’Antica Grecia, nasceva gemello della medicina e la filosofia. La nazionale mantiene ancora un minimo di quello spirito culturale in uno sport che ormai lo ha praticamente perso del tutto. Uno schermo sul crescentone di sicuro non risolverà i nostri problemi. Ma perlomeno ci farà stare tutti seduti fianco a fianco per novanta minuti, senza il muro contro muro generazionale. Di questi tempi, in questa città, davvero non è poco.


29 giugno 2012