Finger Food Festival, a Bologna 3 giorni stuzzicanti

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A ottobre in piazza Liber Paradisus un evento gastronomico da leccarsi le dita

 

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Chi: Finger Food Festival
Cosa: festival del cibo da spizzicare e della birra artigianale
Quando: 23-25 ottobre 2015
Dove: Tettoia Nervi, piazza Liber Paradisus, Bologna
Info: evento fb Finger Food Festival


di Erika Gardumi

 

Forse negli ultimi giorni avrete visto girare su facebook la colorata locandina dell’evento Finger Food Festival…

A ottobre in piazza Liber Paradisus un evento gastronomico da leccarsi le dita

 

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IN BREVE  Chi: Finger Food Festival  Cosa: festival del cibo da spizzicare e della birra artigianale  Quando: 23-25 ottobre 2015  Dove: Tettoia Nervi, piazza Liber Paradisus, Bologna  Info: evento fb Finger Food Festival Bologna

 

di Erika Gardumi

 

Forse negli ultimi giorni avrete visto girare su facebook la colorata locandina dell’evento Finger Food Festival Bologna, con le due “fingers” stilizzate in primo piano a festeggiare l’arrivo di un weekend all’insegna del cibo rapido, gustoso, in piccoli assaggi e soprattutto da spizzicare con le mani. Difficile trovare altre informazioni su quello che si prospetta come un festival “pigliatutto”, che per tre giorni dal 23 al 25 ottobre farà venire l’acquolina in bocca alla City of Food.

Si conosce la location dell’evento, la Tettoia Nervi, un classico esempio di angolo di Bologna architettonicamente molto peculiare ma che chiede di essere riscoperto con un evento di grande afflusso. Situata accanto al nuovo quartier generale di piazza Liber Paradisus, l’opera degli anni ’50 attribuita all’architetto Pier Luigi Nervi non è nuova al tema del “food”, dato che nasce come “mercato all’Ingrosso ortoflorofrutticolo”.

E’ certo che questa vocazione si concretizzerà in un ambiente molto affascinante anche per un festival che non si occupa di ingrosso ma di “inpiccolo”, con stand che proporranno dai classici frittini da passeggio (olive all’ascolana, panzerotti) a comodi finger-spiedini e arrosticini, passando per l’ormai onnipresente birra artigianale. Il tutto condito – è il caso di dirlo – con concerti di world music e dj set a cura di Estragon. Un’idea forse nuova, ma con caratteristiche molto di tendenza nell’universo dell’alimentazione: cibo di qualità, artigianalità delle preparazioni e declinazione regionale delle specialità in vendita, in un riassunto gastronomico di sfizi che, solitamente, puoi trovare solo nel posto d’origine o in negozi specializzati.

Che dire, meglio così? La grande famiglia dello street food sta prendendo una via molto più sofisticata delle sue premesse, e non solo a Bologna. A partire dal nome, ovviamente: il chioschetto, la bancarella e il furgoncino di cibo “da concerto”, una volta non certo noti per raffinatezza, adesso si chiamano street food. Hanno grafiche accattivanti, packaging che sembrano usciti dalla Apple, profili twitter da migliaia di follower. E al ketchup a go-go preferiscono la glassa di aceto balsamico igp con una spolverata di coriandolo.

Nulla di male sulla carta, anzi. La consapevolezza dell’origine e della lavorazione degli alimenti è cosa buona e giusta. Certo rimane che l’aura di “esperienza estetico-gustativa” che circonda lo street food contemporaneo rischia di farci mettere fuori fuoco i prezzi, che invece sono spesso esorbitanti rispetto a quanto riusciamo ad assaporare. Non sarà, spero, il caso del Finger Food Festival. Ma certo è che quando l’arrosto è piccolo, curato e appetitoso, avere intorno tanto fumo non gioverebbe a nessuno.

16 settembre 2015