roBOt 08. Il presente è sempre più futuribile

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L’8° Festival delle arti digitali a Bologna dal 7 al 10 ottobre

 

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Chi: artisti del digitale
Cosa:
roBOt08 Festival – digital paths into music and arts
Dove: Palazzo Re Enzo, BolognaFiere
Quando: 7-10 ottobre 2015
Info: sito roBOt festival

di Andrea Marino

 

Passata la preview del 20 settembre, sold out al Teatro Comunale con Apparat, l’ottava edizione del roBOt sta per cominciare, con il suo turbinio di live, dj set, mostre, proiezioni e performance, tutto all’impronta del digitale.

L’8° Festival delle arti digitali a Bologna dal 7 al 10 ottobre

 

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IN BREVE  Chi: artisti del digitale Cosa: roBOt08 Festival – digital paths into music and arts Dove: Palazzo Re Enzo, BolognaFiere Quando: 7-10 ottobre 2015  Info: sito roBOt festival

 

di Andrea Marino

 

Passata la preview del 20 settembre, sold out al Teatro Comunale con Apparat, l’ottava edizione del roBOt sta per cominciare, con il suo turbinio di live, dj set, mostre, proiezioni e performance, tutto all’impronta del digitale.

Negli ultimi anni il festival è cresciuto a dismisura. Più eventi, più importanti, più internazionali. E così è cresciuto anche il pubblico e quindi l’interesse degli sponsor, il che ha portato adll’aumentare degli appuntamenti, sempre più grandi e partecipati. Una spirale che ha fatto del roBOt uno dei festival migliori al mondo nel suo genere. Non semplicemente musica elettronica: di più e meglio, come si augurava Nanni Moretti.

Quattro giorni, dal 7 al 10 ottobre e decine di artisti coinvolti. Segnaliamo alcune esibizioni in particolare.

Siriusmodeselektor. Il nome non fa misteri: si tratta del sodalizio artistico di Sirius e i Modeselektor. Il tour che li ha visti suonare insieme è stato un successo: sarà interessante sentire il taglio più morbido e giocherellone del primo (che ricorda un po’ Digitalism) congiunto con l’approccio più aggressivo dei secondi. In programma sabato notte, a partire da mezzanotte alla fiera sul Main Stage.

Trentemøller. Non è nuovo a escursioni nel bolognese: nel febbraio scorso ad esempio lo abbiamo sentito suonare all’Estragon (qui l’articolo che gli dedicammo). Chiuderà la notte, ovvero l’alba, tra sabato e domenica alla fiera. Ci sono ottime possibilità di rimanere ipnotizzati, dalle 4 in poi sul Main Stage.

Nathan Fake. Appartiene al filone dell’elettronica di classe, raffinata anche quando accelera e spinge più forte. La sua The sky was pink ricorda un altro affezionato del roBOt, Jon Hopkins. E, per dire, i remix glieli firmano gente come Holden e Four Tet. Lo trovate sul RBMA Stage, sabato notte a mezzanotte.

John Talabot. La dimostrazione che “onirico” vuole dire qualcosa di diverso rispetto a “soporifero”. C’è qualcosa nella musica di John Talabot che è astratto e indecifrabile, come un sogno. E c’è qualcos’altro che è irresistibile, d’impatto, “inescapabile”, come un sogno. RBMA Stage, sabato notte all’una.

Godblesscomputers. Siamo affezionati a Godblesscomputers, e non solo perché è italiano, emiliano e bravo. Ma anche perché è dannatamente bravo. In passato gli abbiamo dedicato un articolo, che potete leggere qui. Suonerà a Palazzo Re Enzo nella Sala degli Atti a partire dalle 21:30 di venerdì.

Populous. L’altro italiano che segnaliamo è Populous. Originario di Lecce, Andrea Mangia fa una musica che strizza l’occhio a suoni vintage e al pop, oggi tremendamente di moda. Un approccio abbastanza soft e molto godibile che alterna a cose più ballabili. Lo trovate nella Sala degli Atti subito dopo Godblesscomputers, venerdì sera.

Segnaliamo, inoltre, tra i 21 progetti scelti per la sezione A/V in cui sono inclusi video, performance e installazioni, in particolare il gruppo IOCOSE, italiani anche loro, vincitori di diversi premi internazionali e diventati famosi con la performance Sunfower seeds on Sunflower seeds. L’azione consisteva nel lanciare semi di girasole nell’enorme installazione di Ai Weiwei, appunto una vasca piena di semi di girasole, alla Tate Modern. Successivamente IOCOSE ha reclamato la paternità dell’opera, usando la frase (di Ai Weiwei?) ‘what you see is not what you see, and what you see is not what it means’. Il progetto che presentano al roBOt è “Spinning the Planet”, il cui video verrà proiettato nella Sala Re Enzo, giovedì alle 20:25, venerdì alle 19:25 e sabato alle 19:30.

Per il programma completo di roBOt08, cliccate qui.

25 settembre 2015