Parte il Biografilm: l’intervista al direttore artistico Andrea Romeo

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I percorsi e i retroscena di un Festival ricchissimo, che ogni anno si comporta come fosse il decennale

 

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Cosa: Intervista al direttore artistico del Biografilm, Andrea Romeo
Dove: Il Festival si tiene in: Cineteca Cinema Lumière, via Azzo Gardino 65, Cinema Arlecchino (via delle Lame 59), Jolly (via Marconi 14) ed Europa (via Pietralata 55), a Bologna
Quando: da venerdì 9 a lunedì 19 giugno 2017   

di Sergio Rotino

 

La tredicesima edizione di questo festival tutto dedicato a celebrare “le vite degli altri” da Bologna verso il resto del mondo, che inaugurerà ufficialmente domani per chiudersi il 19 giugno…

I percorsi e i retroscena di un Festival ricchissimo, che ogni anno si comporta come fosse il decennale

 

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IN BREVE Cosa: Intervista al direttore artistico del Biografilm, Andrea Romeo Dove: Il Festival si tiene in: Cineteca Cinema Lumière, via Azzo Gardino 65, Cinema Arlecchino (via delle Lame 59), Jolly (via Marconi 14) ed Europa (via Pietralata 55), a Bologna Quando: da venerdì 9 a lunedì 19 giugno 2017 Info: biografilm.it

 

di Sergio Rotino

 

bio17 manifestoA guardare unicamente dalla parte dei numeri questa edizione del Biografilm festival, si resta sbalorditi. Basta soffermarsi sulla quantità di titoli proposti e poi dividerli per categorie. La tredicesima edizione di questo festival tutto dedicato a celebrare “le vite degli altri” da Bologna verso il resto del mondo, che inaugurerà ufficialmente domani per chiudersi il 19 giugno, ne snocciola in totale ben 107 da 24 Paesi sparsi per i cinque continenti. Di questi titoli, 71 sono anteprime nazionali, 52 quelle europee e internazionali, 16 quelle mondiali. A rigirare questi numeri, si scopre che ben 90 titoli sono di produzione europea,mentre 43 hanno produzione o coproduzione italiana. Tirate le somme, ecco che 22 risultano essere opere prime. Una mole di opere cinematografiche di non fiction e di fiction spalmate per 5 sale cinematografiche, cui aggiungere 4 location destinate a incontri, laboratori, concerti ed eventi fuori sal, che compongono il quadrilatero Biografilm park-Cavaticcio, Oratorio di San Filippo Neri, Sympò, DMS-Laboratorio delle arti. Aggiungiamoci anche un pacchetto di 150 ospiti, fra cui la cantante e performer Soko, madrina di questa edizione, l’attore Pierce Brosnan, il regista Peter Greenaway e siamo già in affanno. Anche Andrea Romeo, direttore artistico di Biografilm festival, a elencare tutto accusa un qualche debito di ossigeno.

Romeo, leggendo solo i numeri viene da pensare che ogni edizione del Bografilm è come se fosse quella di un decennale…
In realtà un po’ bisogna volerlo, un po’ lo devono volere gli altri. Dipende molto probabilmente dall’invito che facciamo. Che oltre a essere sincero è buono. Noi scegliamo le cose che veramente ci piacciono e interessano. Probabilmente produttori, registi e attori accettano il nostro invito o comunque scelgono Bologna per l’anteprima del loro film perché il Biografilm è sì un festival sulla mappa e sul calendario degli eventi internazionali, ma si svolge in un luogo dove è bello stare.

D’accordo su tutto, ma cosa ci dice rispetto alla quantità di titoli proposti?
Siamo tornati alla quantità dell’edizione 2015. L’anno scorso ero stato più bravo, ero riuscito a ridurre a 90 il numero complessivo dei film, pur facendo un programma importante… Sarebbe stato bellissimo se anche quest’anno fossi riuscito nello stesso intento. Purtroppo si sono aggiunti titoli cui non si poteva dire di no.

Per esempio?
Beh, An inconvenient sequel, il nuovo film di Al Gore sul clima diretto da Bonni Cohen e John Shenk. Come il film di Sebastian Lelio, Una mujer fantàstica, che speravo di avere e cui stavo dietro da dicembre, ma che solo qualche settimana fa siamo riusciti a immaginare come film di apertura del Festival. Entrambi avranno il battesimo del pubblico nella sala dell’Arlecchino (9 giugno) rispettivamente alla 19 e alle 21.30. A questi aggiungerei il film che chiuderà questa tredicesima edizione, ovvero How talk with girl out parties, di Cameron Mitchell al Jolly per le 21; e il film di Eleanor Coppola, Paris can wait, direttamente dal Toronto international film festival, presso la sala Mastroianni il 13 giugno alle 15.

Film quest’ultimo che ha una sua storia particolare…
Sì, come altri film viene dal progetto che Silvia Bizio stava sviluppando per un altro festival e che poi alla fine è arrivato nel Biografilm… Ecco un po’ per questo “aggiungi un posto a tavola” con Silvia, un po’ perché grandi autori e produttori ci hanno confermato film che magari non pensavamo di poter ambire ad avere nella programmazione, che siamo arrivati a quasi 110 film. Come per ogni edizione, di film brutti ce ne sono, però soltanto tre.

Che non svelerà, immaginiamo.
Nemmeno sotto tortura. Ma spero vivamente che il pubblico non vada a beccare propri questi unici tre brutti. Seriamente, sono molto pochi se guardiamo alla quantità di film brutti che vediamo andando in giro per festival. Questo perché abbiamo ancora campo libero e scegliamo quel che ci piace. Secondo me qui sta il bello di Biografilm.

Quest’anno il Festival si allarga verso la città aumentando i luoghi in cui viene ospitato, fra sale e luoghi di incontro, ma anche come quantità di pellicole proposte.
Pellicola non ce n’è quasi più, essendo oramai tutto in digitale…

Posso definirlo un vezzo da cinefilo?
Se è per questo, mi sono reso conto di aver voglia anche io di pellicola, quindi di voler proporre lavori in pellicola. È in questa direzione che abbiamo deciso di proporre Fortezza Bastiani, il film di Rossi e Mellara. Ne abbiamo trovata una copia appunto in pellicola: è quella che proietteremo. Quindi niente digitale, ma puro analogico.

Cosa vi ha spinto a scegliere come madrina del festival un’artista come Soko?
Perché, oltre a essere una grande musicista con una storia personale bellissima, è un grande talento digitale, una personalità capace di comunicare mondialmente al pubblico dei social media, una trend setter naturale e, incredibilmente, una attrice fenomenale.

Ruolo che scavalca gli altri, mi pare di capire.
Diciamo che a un certo punto dovrà rassegnarsi al fatto che probabilmente sarà ricordata per quanto ha offerto come attrice. La sua prova ne La danseuse-Io danzerò, il film di Stéphanie Di Giusto, che esce nelle sale italiane il 15 giugno distribuito proprio da Biografilm festival nella Unipol Biografilm collection, la offre come una attrice straordinaria, capace di lavorare a livelli altissimi su di un personaggio altrettanto straordinario quale è Loïe Fuller, danzatrice che ha incantato la Parigi dei primi del Novecento, inventando un suo personalissimo modo di danzare. Ma credo sia proprio Soko a riempire lo schermo con una luce che, ne sono certo, la farà diventare una delle attrici più amate dal pubblico di tutto il mondo.

Il numero tredici di questa edizione del Biografilm si riverbera anche sul numero delle produzioni cinematografiche emiliano-romagnole ospitate. Sintomo di buona salute o un risultato?
È solo l’inizio di una crescente onda di produzione, che si basa su due principi chiave: la qualità e l’inventio. Ma anche sulla capacità di raccogliere la sfida da parte di registi e produttori che vogliono crescere e fare sempre meglio. E c’è anche l’attenzione della regione Emilia-romagna, che ha capito come con una legge del cinema, investendo soprattutto sul documentario, avrebbe inciso molto di più che lavorando genericamente sulla fiction, dove ovviamente i budget sono altri.

Mezzetti ha intenzione di incrementare le attività per quanto riguarda proprio la produzione cinematografica emiliano-romagnola. Il Biografilm, con la sua spalla produttiva e distributiva, giocherà ancora un ruolo di primo piano a questo tavolo?
Sta già lavorando in questa direzione, sia con la distribuzione in Italia, sia con quella internazionale. Non ho avuto ancora modo e tempo di dirlo a Mezzetti, ma, allo scorso festival di Cannes, molti prodotti emiliano-romagnoli hanno riscosso un lusinghiero successo. Ci metteremo presto attorno a un tavolo per capire in che direzione andare. E qui vorrei segnalare un prodotto probabilmente più bolognese e meno mondiale, ma sempre sorprendente, qual è il film di Veronica Santi su Francesca Alinovi, I am not alone anyway, che presentiamo sabato 17 giugno alle 21 presso il Cinema Europa.

I contatti che avete sviluppato nel corso degli anni con i vari festival cinematografici sono oramai diventati strutturali. Questo porta anche a un consolidamento del Biografilm nel panorama internazionale dei festival?
Dico che abbiamo celebrato lo scorso anno il Festival Ambulante con Elena Forte e Gael García Bernal che lo hanno fondato e lo dirigono; quest’anno celebriamo il festival Telluride, che è il mio festival preferito e si svolge in Colorado sulle Montagne rocciose agli inizi di settembre. Poi, sì, le relazioni sono ottime con molti festival di cinema europei e mondiali, ed è bello che Biografilm sia ormai on the map, come dicono, nel calendario degli appuntamenti. È una bellissima opportunità per raccontare i nuovi film che arrivano e quello che può arrivare a Bologna, in anteprima internazionale.

È questa importanza raggiunta dal Biografilm che porta poi ad avere ospiti internazionali, anche strani, come l’inaspettato Pierce Brosnan?
È l’ospite d’onore! E poi lui ha una biografia pazzesca! È lui che ha pagato la cauzione richiesta dall’amministrazione tedesca per la liberazione del capitano Paul Watson, della Sea Shepherd Conservation Society. È stato scoperto mentre faceva il mangiafuoco! Oltre a essere elegantissimo nei modi e nella gentilezza, è vincitore dell’Efa come migliore attore europeo. Molti lo pensano americano, mentre è irlandese. No, è una bella opportunità. E ci porta un film importante, nel periodo in cui a Bologna arriva il G7, come Poisoning paradise, per la regia della moglie Keely Shaye, sulle comunità hawaiane circondate da campi coltivati con semi geneticamente modifica e irrorati da pesticidi devastanti.

 

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8 giugno 2017