Al Teatrino degli Illusi, dove il jazz gioca col pop

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Domenica 4 doppio live: QuartettoZ e Paolo Maggi Trio

 

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Chi: QuartettoZ e Paolo Maggi Trio
Cosa: concerto
Quando:Teatrino degli Illusi, vicolo Quartirolo 4/A Bologna
Costo:gratis
Info: 051/272697

Sentite che bella serata vi si prospetta, domenica 4 marzo: un gruppo di affiatati jazzisti in vena di far suonare i propri strumenti. E non solo lungo le strade del jazz, poiché la loro esperienza e le spropositate incursioni nel mondo del pop, della world music e della musica d’autore

 

 

Domenica 4 doppio live: QuartettoZ e Paolo Maggi Trio

IN BREVE Chi: QuartettoZ e Paolo Maggi Trio Cosa: concerto Quando: 4 marzo, ore 20:00 Dove: Teatrino degli Illusi, vicolo Quartirolo 4/A Bologna Costo: gratis Info: 051/272697

di Simone Arminio

 

Sentite che bella serata vi si prospetta domenica 4 marzo: un gruppo di affiatati jazzisti in vena di far suonare i propri strumenti. E non solo lungo le strade del jazz, poiché la loro esperienza e le spropositate incursioni nel mondo del pop, della world music e della musica d’autore davvero non si contano. Due i gruppi in scaletta, capitanati da altrettanti pianisti di lungo corso: Pasquale Maria Morgante e Paolo Maggi. Questi i loro nomi: il Quartetto Z e il Paolo Maggi Trio. Che palco divideranno? Qui viene il bello, poiché chi non è mai stato finora al Teatrino degli Illusi di vicolo Quartirolo 7/A non sa davvero cosa si perde: un vecchio teatro (ma a dire il vero è stato anche un mucchio di altre cose), trasformato in un tempio della buona musica collegata alla comodità dell’ascolto. Via gli scomodi sedili, il sipario e gli schemi rigidi. Al loro posto, in platea come in galleria, ecco spuntare i tavolini di un bar, dove a una discreta acustica e alla suggestiva cornice teatrale è possibile associare il piacere di una buona birra, del cibo o un bicchiere di rosso corposo. Comodi? Torniamo sul palco. Due le band, dicevamo, legate dal filo conduttore delle sonorità jazz e – nella fattispecie – dal contrabbasso di Giannicola Spezzigu, che suonerà in entrambe le performance. Le quali, a voler essere precisi, non avranno spazi e confini ben definiti: giocheranno a rimpiattino: inizio alle 20:00 con il QuartettoZ, poi assist al Paolo Maggi Trio, che triangolerà ripassando la palla al Quartetto, poi conclusione affidata di nuovo al Trio. L’ingresso – dato importante – è libero.

 

Ma chi è il QuartettoZ e cosa suona?

La zeta nel nome – sostengono Pasquale Morgante e soci – ha un significato ben preciso e sta per zig-zag. Personificazione fatta lettera di un percorso che non ha linee di genere ben precise, ma palleggia sull’onda del divertimento e del piacere di suonare. Prima sponda è il jazz, seconda la musica pop e cantautorale, al quale il quartetto approda per mischiare le carte e gli stili. Ovvero: prendi classici del nostro repertorio nazionalpopolare, vecchio e nuovo. Brani amati come “Extraterrestre” di Eugenio Finardi, “Spaccacuore” di Samuele Bersani, “Domenica Bestiale” di Fabio Concato, “Amore che vieni” di De Andrè. Cogline testo e melodia e trasportalo nel jazz, con tutto ciò che ne conviene. Il primo risultato pratico è stato “Volume 1” (Ultrasounds records), un album che il QuartettoZ ha pubblicato lo scorso anno, con l’aiuto di cantanti bolognesi del calibro di: Mirco Menna, Andrea Mirò, Claudio Lolli, Iskra Menarini, Franz Campi, Silvia Mezzanotte e Gianni Togni. Per il secondo volume, in preparazione, la voce è unica ed è quella di Barbara Cola. La serata di domenica, però, sarà di sola musica: Pasquale Maria Morgante al pianoforte, Stefano Melloni al sax alto e soprano, Stefano Peretto alla Batteria e – si diceva – Giannicola Spezzigu al contrabbasso.

 

E Paolo Maggi, da dove viene?

Artista poliedrico, il suo curriculum è bifronte: quasi vent’anni di quadri e una lunga lista di mostre personali e collettive alle spalle, in qualità di musicista ha le redini di un trio jazz composto dal suo pianoforte, dalla batteria di Filippo Mignatti e dal contrabbasso di Giannicola Spezzigu. Due i dischi dal quale trarre i brani da eseguire: il primo “Vietato sedersi” (2008) e “Tempi Duri” (2011). “Fare jazz – suggerisce lui nella presentazione del suo progetto – significa muoversi nel territorio del possibile“, con il mente ben saldo un principio di “libertà di scrittura, che nasce dal libero trandfito di idee musicali, purché sufficientemente originali”. Piacevole l’ascolto dei suoi brani sul Myspace. Del QuartettoZ, invece, decidiamo di proporvi come antipasto la versione de “L’angelo e la pazienza” di Fabio Concato, rimaneggiata in jazz e realizzata con la voce di Barbala Cola. Ma è solo un antipasto: il resto verrà dal vivo.

 

 

 

2 marzo 2012