Gang of Four: il postpunk (funk) militante

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Analisi della storica band inglese in concerto a Bologna per l’unica data italiana

 

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Chi: Gang of Four
Cosa: concerto
Quando: 5 aprile, ore 22.30
Dove: Covo Club, viale Zagabria 1
Info: www.covoclub.it

di Marco Napolitano

 

Inghilterra, 1977. Un luogo e un tempo che proiettano immediatamente il nostro immaginario nella mitologia punk. Spille da balia, smorfie, noncuranza, nichilismo e aggressività selvaggia sono alcuni tra gli stereotipi cristallizzati

Analisi della storica band inglese in concerto a Bologna per l’unica data italiana

 

Gang-Of-Four-live-italia

IN BREVE Chi: Gang of Four Cosa: concerto Quando: 5 aprile, ore 22.30 Dove: Covo Club, viale Zagabria 1 Info: www.covoclub.it

 

di Marco Napolitano

 

Inghilterra, 1977. Un luogo e un tempo che proiettano immediatamente il nostro immaginario nella mitologia punk. Spille da balia, smorfie, noncuranza, nichilismo e aggressività selvaggia sono alcuni tra gli stereotipi cristallizzati attorno al costume di una generazione. Semplificazione esasperata, povertà dei mezzi, crudezza, corporeità urlante e, soprattutto, anti-intellettualismo sono le caratteristiche che ne connotano la colonna sonora. Quello compiuto col punk è stato un ritorno alle figure originarie del rock, un ritorno al primordio. Una vera a propria operazione azzeramento di cui la storia delle forme musicali aveva urgente bisogno ma che, a causa della sua stessa radicalità stilistica, non poteva diffondersi con molti margini di variazione. Fu così che, per andare oltre, quegli elementi non si sono attardati a mescolarsi con altri ingredienti sonori, provenienti anche da ambiti colti: la manipolazione estetica del rumore concreto (Einstürzende Neubauten, Throbbing Gristle, Cabaret Voltaire); la ricerca analitico/acustica compiuta sulla materia primaria del rock, il suono della chitarra elettrica (Glenn Branca, Sonic Youth); la destrutturazione del ritmo a partire dalla lezione della musica africana e indonesiana (Talking Heads, i King Crimson di Discipline); il teatro d’avanguardia (Pere Ubu).

 

Il punk prende così consapevolezza delle sue enormi potenzialità. E ciò avviene, in tutta evidenza, abbandonando quella specifica componente anti-intellettualistica rivolta, da un lato, al puro divertimento (com’era nel caso dei suoi veri pionieri, i Ramones) o, dall’altro, alla generica ed autodistruttiva protesta anarchica (Sex Pistols). La critica ha restituito una simile attitudine -tale da riassumere in sé l’energia vitalistica del punk e l’apertura portata da una sperimentazione altamente consapevole- mediante il ricorso ad un fortunato e pregnante prefisso, post-, che non sottende semanticamente soltanto un imprecisato scarto temporale. Del postpunk, la nuova coerente ed eterogenea tendenza che si afferma tra lo scorcio degli anni Settanta e gli Ottanta, i Gang of Four sono tra i protagonisti assoluti.

 

Hugo Burnham (batteria), David Allen (basso), Andy Gill (chitarra) e Jon King (voce), studiano arte all’Università di Leeds e, nel 1977, decidono di dar vita ad un gruppo imbevuto dei riferimenti culturali condivisi in quell’ambiente accademico: il Situazionismo francese, lo Strutturalismo economico di Louis Althusser, il Neomarxismo della Scuola di Francoforte e il teatro di Bertold Brecht. La band decide di evocare un certo sostrato già a partire dal moniker prescelto: i membri della cosiddetta Banda dei Quattro -gli ultimi strenui prosecutori della Rivoluzione Culturale- vengono arrestati nel 1976 con l’accusa di aver organizzato un colpo di stato contro il nuovo governo cinese. Ma Gill e soci non si dichiarano espressamente maoisti, né marxisti o trotzkisti. Non sono predicatori, né i loro testi intendono evocare ideologia (al contrario dei postpunk  nostrani più celebri, i CCCP). Semmai, i Gang of Four si servono di quegli specifici strumenti teorico-critici e letterari (su tutti lo straniamento brechtiano), per cogliere il disagio di una civiltà attraverso l’ostensione di brani minimi di esistenza, rappresentati nella loro assurda ripetitività e spostati di contesto. Piuttosto che a dimostrare, i Gang of Four sono interessati a mostrare quanto il potere condizioni le nostre scelte, i nostri desideri, reificandoli.

 

Più che in una dispersiva rabbia antisistema, la carica sovversiva della band consiste nello sposare un indirizzo culturale volto alla decostruzione di quei miti e di quei riti che una civiltà reputa naturali e necessari, instillando il dubbio liberatorio della loro artificiale arbitrarietà. L’amore è uno tra gli argomenti preferiti dalla band, ma trattato in chiave assolutamente alienata. Il sesso è un’ottusa coazione a ripetere, utile solo a prendere coscienza del proprio corpo, che si trasforma così in perturbante (Our bodies make us worry /  Our bodies make us worry / Our bodies make us worry / Our bodies make us worry ripete ossessivamente King in Contract). E’ lo stesso senso di inadeguatezza che la band ci induce a provare nel tentativo di ballare questo punkfunk straniante: una volta agganciati ritmi irresistibili, le raggelanti geometrie oblique (vedi Glenn Branca) e gli stop-and-go atonali (vedi Adrian Belew) della chitarra di Gill, ci lasciano come immobili a contemplare la posa assunta un momento prima dal nostro corpo. C’è qualcosa di severamente e paradossalmente anti-edonistico in questa musica, il che in quegli anni voleva già dire essere anti-reaganiani e anti-liberisti.

 

Entertainment! è il complesso capolavoro dei Gang of Four, un’opera capace di restituire con pienezza i conflitti e le aspirazioni di una generazione, di un tempo storico. E al di là delle band che a partire dall’alba dello scorso decennio hanno fatto esplicito riferimento all’epidermide del loro originale e ancora freschissimo punkfunk (Franz Ferdinand, Bloc Party, persino i grandi Liars di They threw us all…), l’assoluta attualità dei Gang of Four risiede oggi nel peso della coesistenza ossimorica tra la tensione alla complessità critica e l’irruente volontà di cambiamento che non accetta di esaurirsi in rabbia sterile.

 

A Bologna, l’appuntamento è per il 5 aprile al Covo Club. Segnaliamo che i Gang of Four si presenteranno al concerto con la nuova line-up: al posto di Jon King alla voce ci sarà John Gaoler.

22 marzo 2013