Elogio delle illusioni, l’incontro con Armando Torno

Dialoga con l'autore il Prof. Franco Bacchelli

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IN BREVE Chi: Armando Torno e Franco Bacchelli Cosa: presentazione di Elogio delle Illusioni, Bompiani Dove: IBS.it Bookshop Via Rizzoli 18 Quando: Giovedì 23 gennaio 2014 ore 18.00

Illusioni. Forma del pensiero umano che potrebbe apparire oramai morta agli occhi di tutti noi, presi come siamo dalla velocità di questi decenni. Chi può viverle, chi ne ha più, di illusioni. La risposta giunge, tranchànt, da Armando Torno, editorialista del Corriere della Sera: «soltanto un imbecille è convinto di poterne fare a meno. Ci si illude per esistere, oltre che di esistere». Poche parole che si possono rintracciare alla fine di Elogio delle illusioni, sua ultima fatica, presentata in compagnia del professor Franco Bacchelli giovedì 23 alle ore 18 presso Ibs.it bookshop di via Rizzoli 18.

Insomma, delle illusioni non ci si libera nemmeno oggi, nella contemporaneità che tutti spinge verso l’indifferenza emotiva e immaginativa. Per Torno questo non è assolutamente vero perché, a suo avviso, le illusioni sono fondamentali in ogni azione strutturata del sentire umano. Che si parli di amore o di politica, di cultura o di religione, anche di progresso, loro sono sempre lì a “espandere”, e forse anche a proiettare oltre, l’oggetto del desiderio. A tal punto che, dice Torno, «progettiamo sempre qualcosa che mai riusciremo a toccare o a godere, tuttavia abbiamo la necessità di farlo per poter vivere. L’esistenza, in altri termini è la nostra personale fabbrica di illusioni».

Non è però un tomo corposo né pesante, Elogio delle illusioni, bensì un libretto agile, scritto con un piglio blandamente cinico e ricco di rimandi bibliografici, di indicazioni di lettura. Tutti elementi utili al lettore incuriosito dalla materia del contendere, per completare e articolare il discorso messo in campo dall’editorialista nei dieci capitoletti più una premessa e una conclusione. Dieci capitoletti dedicati ognuno a una “branca” dell’esistenza in cui le illusioni esercitano il loro potere taumaturgico e, al contempo, distruttivo. Ci si illude quindi per amore, ma anche di cultura, di politica, di religione, di progresso. Tutte cose logiche, legate a desideri primari o al bisogno di credere in qualcosa se non in qualcuno. Ma ci si illude anche di una vita in cui la verità è tutto, come ipotizzava Immanuel Kant. Oppure, al contrario, ci si illude che la bugia possa alleggerire la potenza devastatrice della verità.

In ognuno di questi capitoli Torno apre una finestra sull’uso che facciamo, nel bene e nel male, delle illusioni, fino a giungere in quei moderni gironi dell’astratto e dell’immateriale che sono il dominio di Internet e dei vari social network. Qui l’autore si sposta da una riflessione pura al campo delle affermazioni, quindi all’esprimere una illusione: quella di assistere a “un’epoca rivoluzionaria”, di grandi cambiamenti. Internet «cambierà il modo di relazionarsi tra gli uomini» afferma Torno. Poco dopo aggiunge: «La vecchia illusione di poter dare un giudizio diretto all’interlocutore che ci sta davanti cede il passo ad altre illusioni in agguato». Sono o non sono illusioni di futuro, queste? Le vogliamo chiamare “ipotesi”?
Come l’autore scrive in un altro capitoletto intitolato “Illudere se stessi”, qui «la nostra mente, con la complicità di quella strana dimensione che è il pensiero, fugge dalle circostanze e lancia le sue speranze oltre l’orizzonte del definito». Lo facciamo tutti, quando immaginiamo qualcosa. E immaginare è la materia prima di cui son fatti i sogni, scusate, le illusioni.

22 gennaio 2014