Le volpi non mentono mai

La recensione del nuovo libro di Ulrich Hub edito da Rizzoli

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IN BREVE  Chi: Ulrich Hub Cosa: Le volpi non mentono mai Costo: 14 euro Traduzione: Alessandra Valtieri Disegni: di Heike Drewlow

Se capita di farsi scappare Ulrich Hub, tedesco sì, ma soprattutto uno dei più interessanti narratori per ragazzi di questi ultimi anni, di passaggio a Bologna per la 53esima Fiera del libro per ragazzi quando il paese ospite è la Germania, può capitare, anche se ha in sé qualcosa di imperdonabile. Però siamo in anno bisestile, bisogna tenerne conto, e fare il possibile per rimediare all’onta e allo smacco. In che modo? Beh, recensendo la sua ultima fatica, Le volpi non mentono mai, esilarante favola moderna provvista di morale pubblicata in Italia da Rizzoli, per la traduzione di Alessandra Valtieri e con i disegni di Heike Drewlow.
Il romanzo fa seguito al fortunatissimo L’arca parte alle otto, pubblicato nel 2010 sempre da Rizzoli. Se quello parlava dell’esistenza di Dio attraverso quanto accade a tre pinguini, questo nuovo romanzo si incentra sui valori dell’amicizia e della sincerità, sul come la menzogna alla lunga non paghi. Prima di ogni altra cosa però Le volpi non mentono mai è una divertente commedia sul cui palcoscenico si muove una nutrita serie di animali, voglio dire: sicuramente più di tre pinguini. Personaggi antropomorfi che rimandano ancora alla strada tracciata da Esopo, e poi da LaFontaine, ma senza perdere in originalità e modernità.
Certo, quando si mette in campo la parola “menzogna”, le volpi non possono mancare. Hub però non pone in parallelo le due cose, non crea il facile assioma, oppure sì. Più correttamente, lo allarga a tutta la platea degli attori del sui libro. Così, appena lo si apre, giusto nella Premessa, sentiamo dire proprio alla volpe che lei e le sue sorelle non sono bugiarde di natura e che dire le bugie, opinione del tutto personale, “è una cosa brutta e sbagliata”. Inoltre la volpe dice un’altra cosa: che gli animali mentono. E “mentono almeno duecento volte al giorno”. Attenzione, tutti gli animali, nessuno escluso.
Sì, ma chi crede a una volpe, soprattutto quando la storia si svolge in un aeroporto, luogo di transito per antonomasia, luogo che non è un luogo, luogo da cui non si esce perché le porte si aprono solo dall’esterno, e nessuno l’ha vista arrivare: nessuno degli altri protagonisti, cinque animali scombiccherati più uno.

Quando fa la sua comparsa, in scena hanno già fatto il loro ingresso una tigre, star della pubblicità, che inizia a sentire il peso dell’età e perciò tenta di nasconderla; un grande, grasso panda dormiglione (e scorreggione), che si fregia di avere il passaporto di specie protetta e di essere l’ultimo della sua specie; una scimmia ipocondriaca pronta sempre a impasticcarsi; un’oca nevrotica e chiacchierona; una coppia di pecore gemelle, molto intellettuali, plurilingue e con ampie conoscenze del latino. Da aggiungere, l’uno in più, il guardiano dell’aeroporto ovvero un cane poliziotto burbero e poco simpatico.

Sono loro a doversi confrontare con la volpe che, per informazione, di nome fa Volpe. Non solo nel rintuzzare i suoi felpati attacchi, ma anche la sua capacità di scoperchiare quanto nascondono, quanto di se stessi cercano di sottacere. Ed è così che, da colpo di scena a colpo di scena, da disvelamento a disvelamento, quando ogni animale resta nudo di fronte agli altri, con solo la sua vera natura a coprirlo, Volpe la volpe diventa altro. Si trasforma da infido nemico, grande bugiardo, ladro internazionale a vero amico capace di svelare la verità vera di quanto accadrà da lì a poco, di salvare vite.

Ulrich Hub nel suo Le volpi non mentono mai sembra indicare, almeno a un primo livello di morale, come sia necessario smontare le certezze di ognuno, le assertività, per arrivare a comprendere l’altro. Mostrare le proprie paure, anche, e senza paura. Essere onesti verso se stessi per poterlo essere verso gli altri, così da poterli avvicinare e comprendere.

Sicuramente non c’è solo questo nella favola contemporanea di Hub. Ci sono anche molta verve nei dialoghi, molta inventiva, una grande sottigliezza nel proporre alcune tematiche. Eppure, arrivare a dare una descrizione credibile di cosa sono verità e amicizia appare già un piatto estremamente ricco.

6 aprile 2016