Libri per Natale, alla Befana pensiamo dopo

Una selezione di libri soprattutto illustrati per chi ancora non ha deciso cosa regalare a bambini e ragazzini, ma anche a se stesso

libri per natale

IN BREVE Cosa: Una selezione di titoli fra libri illustrati e non dedicati ai più piccoli Dove: Nelle librerie di Bologna e d’Italia  Quando: Ora  Costo: Vario Immagine da “Come Casa Mia”

Avete comprato tutti i regali tecnologici possibili, per i vostri pargoli. Tutti i guanti, le sciarpe, i berrettini, i film, le serie televisive in cofanetto (quelle che fanno sempre effetto). Tutto di tutto, insomma. Beh, e nemmeno un libro? In un momento in cui è diventato chiaro quanto kindle abbia vita dura nello sgominare il cartaceo e quanto comunque un libro sia un regalo che, soprattutto fra le piccole pesti, porti e ponga nella condizione della condivisione (ti leggo io, guardiamo insieme le figure) non avete pensato ad un libro?

Va bene, proviamo a rimediare in velocità con alcuni consigli.

Partiamo dalla scienza. Materia ostica, si fa per dire, perché lo è solo quando non la si sa comunicare con acume, non la si sa raccontare. Tutte frecce pronte a scoccare dall’arco di Christian Hill, ingegnere aeronautico oltre che scrittore, intitolato Che idea. Le invenzioni che hanno cambiato il mondo (Edizioni EL, pp. 142, € 14,90). Sono diciotto racconti veloci, una decina di paginette cadauno, resi ancora più accattivanti dalle illustrazioni di Giuseppe Ferrario indirizzate a un lettore dai sette anni in su. In essi Hill riprende alcune delle idee che veramente hanno cambiato la faccia del mondo e ne racconta la nascita, l’accensione della vecchia lampadina nella testa dei loro inventori. Si inizia da Caio Sergio, nell’80 a.C., con l’ideazione dell’ipocausto, cioè il precursore del riscaldamento centralizzato; passo passo, attraversando tutto l’arco dei secoli, si finisce quasi ovviamente con l’ultima, vera idea geniale regalataci dal Novecento, grazia all’inglese Timothy Berners-Lee e al belga Robert Cailliau, altezza 1990: il Web e Internet. Ma oltre al come un inventore abbia ricevuto l’intuizione, la visione, l’idea per inventare quel particolare oggetto, Hill sottolinea come non esistano uomini eletti per avere questo tipo di illuminazione. Quindi non solo dottori, professori o tecnici, ma fabbri, meccanici, allevatori di ostriche. In più ambienta le storie in modo che il loro panorama abbracci anche il “da dove” oltre al “perché” siano nate molte di quelle comodità che hanno reso la nostra vita relativamente più semplice, o molto più complicata.

Un anno in più, dagli otto precisamente, ed ecco il libro di Caterina Lazzari, Come casa mia. Viaggio nel mondo dell’architettura (Editoriale Scienza, pp. 67, € 15,90). Un bel gioiellino, che con agilità racconta di come si siano trasformate nel corso dei secoli le nostre abitazioni, e di come sia stata l’architettura (le idee su cui si basa) a portarci dalle prime capanne in paglia e fango a quelle che oggi vengono definite case ecologiche. Anche qui, come nel libro di Hill, il percorso è cronologico. Ma quello che Caterina Lazzari fa, è soprattutto rendere chiare e fruibili le fondamenta (è il caso di dirlo) del pensiero architettonico. Quindi il perché dell’uso di certi materiali in determinati contesti, il perché della posizione degli edifici fra loro ecc. Cosa non facile, ma riuscita perfettamente, direi. E poi, parlando di case questo libro parla di molto altro. Di cultura, per esempio, delle varie civiltà, di ambiente ecc. E lo fa principalmente utilizzando la tecnica narrativa della “cattura”: attira cioè il lettore all’interno del viaggio ponendogli domande, dandogli del tu fin da subito, coinvolgendolo, pungolandolo quindi con grazia e determinazione. Molto fanno anche le colorate illustrazioni di Silvia Mauri – al tempo stesso sintetiche, chiare, eleganti – che si aprono spesso in quattro ante dove sono offerti l’esterno e l’interno (con la suddivisione degli spazi proposta in sezione) di due case diverse fra loro per epoca e concezione, sempre però collegate con box pieni di informazioni curiose o con la richiesta di compiere delle piccole attività. Alla fine, uno stimolo indirizzato ai ragazzini perché guardino alle case, ai palazzi con occhi più acuti, in modo meno passivo. Un libro che farebbe faville se letto e commentato da figli accompagnati dai genitori.

Se invece ai vostri figli volete leggere storielle leggere, ironiche, di quelle che accendano il germe della fantasia, e volete che questo incontro duri per tutti i giorni del prossimo anno, bene, siete serviti. Ci ha pensato Giuditta Cappello, che aiutata dalle illustrazioni di Angela Marchetti firma 365. Una storia al giorno (Einaudi Ragazzi, pp. 384, € 24,90). Indirizzato a bambini dai sei anni, il volumotto gioca a mettere in fila situazioni che in parte si legano al trascorrere delle stagioni o alle ricorrenze classiche (Pasqua, Ferragosto, Epifania ecc.), molte altre volte invece vivono di vita propria. L’autrice rispetta il mondo dei bambini, ben sapendo di come in esso realtà e finzione vanno a braccetto. Per questo nelle 365 storie i due elementi sono sempre presenti pur se in quantità estremamente variabili. Quindi largo sì a re e regine, ma anche a nonni che sembrano presi dal vero; ok ad animali fantastici o quasi, ma anche ad animali con cui quotidianamente si ha a che fare. Ogni racconto è inoltre scritto non solo con grande fantasia, ma con ironia calibrata, giocando spessissimo con la difficile arte del ribaltamento e della sorpresa in chiusura.

Più classici come impianto e come intenzione sono i dodici racconti che Donatella Bindi Mondaini licenzia, sempre per Einaudi ragazzi, sotto il titolo di per sé esplicativo di Raccontini di Natale (pp. 160, 18,90 €). Anche qui racconti brevi, indirizzati a ragazzi dai sette anni, però da leggere assolutamente nel periodo delle festività natalizie, non solo perché ambientati in questa parte dell’anno, ma anche per il loro tendere a far emergere il lato della bontà (a volte ferita) che dovrebbe albergare in ognuno di noi, genitori e figli. Ed emergono anche i ricordi, in queste storie, come quelli di una notte di Natale passata in trincee opposte durante la Prima guerra mondiale; notte in cui i soldati dividono il poco che anno per poi “ricominciare a spararsi il giorno dopo”.

Scendendo verso i cinque anni, ecco un bellissimo albo, scritto e illustrato in modo efficacissimo da Philippe de Kemmeter, Papà è connesso (Emme edizioni, pp. 32, 9,90 €). Un piccolo graphic novel dove, con arguzia, si racconta di questo papà pinguino iperconnesso alla Rete. Sempre, costantemente, fin dal mattino durante la colazione. Un papà freneticamente attivo su Icebook dove conta 532 amici, immerso in quella realtà, sordo alle richieste del figlio pinguino. Un vero addicted, insomma, un nerd o un geek. E tutto questo fino a quando un pezzo di banchisa polare non si distacca facendo navigare il papà lontano dalla riva. È l’inizio di un nuovo approccio e di una amicizia non virtuale con un orso bianco. E dopo un po’ la connessione salta, ma lui non si dispera. Chiude il computer definitivamente e lo utilizza per surfare in modo decisamente creativo. A essere sinceri, dopo averlo letto, ho pensato che de Kemmeter avesse scritto questo illustrato perché cadesse proprio in mano dei padri iperconnessi e non dei loro figli, perennemente piantatati con gli occhi sugli schermi dei cellulari. Voglio dire: questo autore è andato alla fonte delle cattive abitudini che tanto critichiamo nelle giovani generazioni, e ha trovato noi.

Se invece volte stupire i vostri figli e avete una buona manualità Agnese Baruzzi ha realizzato Libri fatti a mano (Artebambini, pp. 68, 17,50 €). Una vera e propria guida, indirizzata agli insegnanti ma non solo, in cui passo dopo passo viene spiegato come costruire un libro, con quali strumenti. Ma non un libro qualsiasi, bensì i leporelli (cioè quelli a fisarmonica), il libri a 45 gradi, libri popup o tridimensionali, i libri coi fori e i libri sogliola. Tutto un universo di libri fantastici, sia come manufatti sia per l’apertura che se ne ricava dall’oggetto realizzato. Agnese Baruzzi ha tantissima esperienza sulle spalle in questo campo, avendo iniziato a costruire libri da piccola. “Ricordo bene il gusto e la soddisfazione che provavo a vedere semplici ritagli di carta che prendevano volume e vita” scrive nell’introduzione. E il libro restituisce questa passione, oltre all’esperienza, il ogni sua pagina. Da segnalare come l’autrice abbia suddiviso ogni proposta di costruzione in tre gradi di difficoltà, così che ognuno possa scegliere da dove pensa sia in grado di partire per scatenare la sua fantasia libresca, condividendola con i più piccoli.

21 dicembre 2016